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In consultazione le nuove Linee guida di design sui servizi della PA

C’è tempo fino a lunedì 14 giugno per inviare commenti e osservazioni


Aperta ufficialmente oggi, mercoledì 12 maggio, la fase di consultazione delle nuove Linee guida di design per i servizi web della PA, previste dall’articolo 53 del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD). Commenti e osservazioni possono essere inseriti su Forum Italia oppure direttamente dalla piattaforma Docs Italia, dove è stato pubblicato il documento in consultazione.

Le nuove Linee guida, promosse dall’Agenzia per l’Italia Digitale e dal Dipartimento per la trasformazione digitale, hanno come obiettivo di “definire e orientare la progettazione e la realizzazione dei servizi digitali erogati dalle Pubbliche Amministrazioni”, in armonia con la normativa in vigore e soprattutto in linea con i principi di design previsti dal CAD.

Accessibilità, usabilità, completezza delle informazioni, chiarezza di linguaggio, privacy e sicurezza, semplicità, qualità e interoperabilità sono infatti alla base delle nuove Linee Guida, che si caratterizzano per l’attenzione al cittadino già nella fase di affidamento dei contratti in caso di lavori relativi a design, restyling, sviluppo e gestione di siti e servizi digitali.

Secondo quanto previsto nel testo attualmente in consultazione, le PA dovranno infatti inserire, all’interno della documentazione contrattuale, un riferimento esplicito alle Linee Guida, orientando così l’azione dei fornitori grazie a una serie di vincoli normativi puntuali. Ad esempio, verranno così richieste garanzie sulla protezione dei dati personali, sul monitoraggio dell’esperienza d’uso e, in generale, sulla centralità delle persone e dei bisogni in tutte le fasi progettuali, dalla ricerca alla prototipazione, dallo sviluppo alla validazione delle soluzioni realizzate.

Una volta conclusa la fase di consultazione, il testo delle Linee Guida, integrato con i commenti e i suggerimenti accettati, verrà trasmesso all’Autorità garante per la protezione dei dati personali, al Dipartimento per la Funzione pubblica, alla Conferenza unificata Stato - Regioni e al Ministero per lo Sviluppo economico, prima di entrare definitivamente in vigore.